Come funziona l’esecuzione del debito nel mondo: uno studio comparato tra efficienza, tempi e costi
18.07.2025, panoramica delle procedure di recupero crediti e insolvenza
L’esecuzione del debito rappresenta una componente cruciale per la stabilità giuridica ed economica di qualsiasi ordinamento. Un sistema efficace di recupero crediti non solo tutela i diritti dei creditori, ma contribuisce anche a creare un ambiente favorevole agli investimenti, a sostenere la fiducia nel sistema bancario e a promuovere la continuità aziendale. Tuttavia, a livello globale, le modalità attraverso cui un’impresa insolvente viene trattata variano in modo significativo, non solo sul piano procedurale ma anche in termini di costi, tempi ed esiti economici.
Uno studio approfondito condotto da Simeon Djankov, Oliver Hart, Caralee McLiesh e Andrei Shleifer e pubblicato nel Journal of Political Economy (Debt Enforcement Around the World, 20), ha analizzato il funzionamento dei meccanismi di esecuzione del debito in 88 Paesi, attraverso un approccio empirico comparativo. Per garantire l’uniformità del confronto, i ricercatori hanno sottoposto agli esperti di ciascun ordinamento un caso standardizzato di insolvenza: una società alberghiera (denominata “Mirage”), con un solo creditore garantito (una banca) e diversi creditori chirografari (fornitori, dipendenti, fisco). Lo scenario prevedeva che l’impresa fosse in temporanea difficoltà economica, ma potenzialmente in grado di proseguire la propria attività se gestita correttamente.
Attraverso le risposte dei professionisti locali – avvocati e giudici esperti in materia di insolvenza – è stato possibile analizzare quale procedura sarebbe stata attivata (pignoramento, liquidazione o riorganizzazione), quanto sarebbe durata, quali costi avrebbe comportato e se l’impresa sarebbe stata mantenuta come entità economica o venduta in maniera frazionata. I risultati offrono una panoramica ricca e dettagliata delle prassi nazionali e delle relative efficienze in tema di recupero crediti internazionale.
Uno dei primi aspetti analizzati riguarda la durata delle procedure. Nei Paesi ad alto reddito, il tempo medio di risoluzione dell’insolvenza è risultato pari a circa 1,5 anni. Nei Paesi a medio o basso reddito, la durata media sale fino a 3,5 o addirittura 5 anni. Lentezze giudiziarie, sovraccarichi burocratici, possibilità illimitate di appello e assenza di giudici specializzati rappresentano alcune delle cause principali di tali ritardi. Le conseguenze sono gravi: maggiore è la durata, maggiore è la perdita di valore dell’impresa, la difficoltà di conservare i rapporti commerciali, la dispersione degli asset e la perdita di posti di lavoro.
Non meno rilevanti sono i costi associati all’intero processo. L’indagine rivela che il costo medio per il completamento delle procedure di insolvenza è pari al 14% del valore dell’attivo dell’impresa. Questo dato include onorari legali, costi di notifica e pubblicazione, compensi dei curatori, spese per la conservazione degli asset e altri oneri procedurali. Nei Paesi più efficienti, come Giappone, Paesi Bassi e Finlandia, i costi si mantengono attorno al 5%. In altri casi, come Venezuela, Ucraina o Romania, essi possono superare il 30%, erodendo significativamente le possibilità di soddisfacimento dei creditori.
Un ulteriore indicatore fondamentale dell’efficienza di un sistema è rappresentato dall’esito della procedura in termini di continuità aziendale. Secondo i dati raccolti, solo nel 36% dei casi l’impresa viene mantenuta come “going concern”, ovvero come attività economica funzionante. Nei Paesi ad alto reddito tale percentuale sale al 73%, mentre scende drasticamente al 16% nei Paesi a basso reddito. In molti contesti, anche laddove l’impresa sarebbe economicamente sostenibile, le carenze normative e istituzionali portano alla liquidazione forzata, con conseguente distruzione di valore.
Lo studio dimostra inoltre come l’efficienza del sistema di enforcement del debito sia fortemente influenzata dall’origine del sistema giuridico. I Paesi basati sulla common law (come Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Australia) mostrano in media prestazioni superiori: procedure più rapide, minori costi e maggiore probabilità di salvare l’impresa. Al contrario, i Paesi di diritto civile di tradizione francese – compresi Francia, Italia, e molti Paesi dell’Africa e dell’America Latina – presentano procedure più formali, più lente e meno flessibili, con un impatto negativo sulla tutela del credito. I Paesi con sistemi di origine tedesca o nordica mostrano risultati intermedi, beneficiando di una maggiore specializzazione e di una struttura giudiziaria più razionalizzata.
Un aspetto particolarmente interessante riguarda il ruolo delle cosiddette “floating charges” (garanzie mobiliari sull’intero patrimonio aziendale), che in molti ordinamenti permettono al creditore garantito di agire con maggiore celerità e con minore coinvolgimento giudiziario. La possibilità di ricorrere a meccanismi extragiudiziali di recupero crediti, laddove ammessa, rappresenta una delle principali leve di efficienza.
Infine, lo studio mette in evidenza una correlazione molto forte tra reddito pro capite e efficienza nella gestione dell’insolvenza. I Paesi con maggiore reddito tendono ad avere sistemi giudiziari più moderni, ben finanziati, dotati di tecnologie digitali e di personale qualificato. Al contrario, nei Paesi più poveri la giustizia fallimentare risente spesso di corruzione, mancanza di risorse, incertezza normativa e scarsa indipendenza giudiziaria.
In conclusione, il lavoro di Djankov et al. offre una base empirica solida per comprendere i punti di forza e di debolezza dei diversi sistemi di esecuzione del debito e recupero crediti nel mondo. La tutela del credito non è solo una questione tecnica, ma un indicatore della qualità istituzionale e della maturità giuridica di un Paese. Riforme legislative e istituzionali mirate – come la semplificazione delle procedure, la specializzazione dei tribunali fallimentari, l’introduzione di strumenti stragiudiziali di recupero crediti e la promozione della continuità aziendale – rappresentano interventi strategici per rafforzare la competitività economica e giuridica dei sistemi nazionali.
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Djankov, S., Hart, O., McLiesh, C., & Shleifer, A. Debt Enforcement Around the World. Journal of Political Economy, 116(6), 1105–1149.